Connessi, sfruttati e contenti
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Crowdsourcing: il volto ambiguo dell’intelligenza collettiva. Dai blogger agli utenti dei social network, il confine tra hobby e lavoro si assottiglia. Le aziende internet provano a guadagnarci offrendo lavoro non remunerato. E gli spammer guardano all’India.
Stressati; chini a lavorare per lunghe ore senza pause né limiti definiti; pagati perlopiù a cottimo, per pochi euro; e ossessionati dall’idea di essere tagliati fuori perdendo il proprio posto. Non stiamo parlando dei lavoratori sfruttati dall’industria manifatturiera nel Sudest asiatico, né delle maquilladorassul confine messicano, bensì di una nuova classe globale di sfruttati: i blogger.
Questo post è stato pubblicato il Maggio 3, 2008 alle 9:51 am ed è archiviato in etnoweb con i tag 13 14 25 aprile 2008, all music, antropologia, beppe grillo, berlusconi, blister, current tv, democrazia, elezioni politiche, facebook, identità, lastfm, libertà, linkedin, livejournal, myspace, netlog, orkut, rutelli, second life, social media, sociologia, tbtv, twitter, ugc, v-day, vaffanculo, yks, zen. Puoi seguire i commenti a questo post con il feed RSS 2.0. Puoi lasciare una risposta, o mandare un trackback dal tuo sito.
