Lotta fratricida tra lavoro e feisbuk.. o facebook aiuta il lavoro?
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In molti avranno letto il servizio di Repubblica sull’oscuramento di Facebook; reso irrangiungibile da molti dei computer dei dipendenti (pubblici e privati) italiani. Le Aziende, si dice, sarebbero in guerra contro le faccine del social network che, un anno fa nel nostro paese, contava appena 160 mila utenti (a Settembre eravamo a quattro milioni e due). Distraggono, dicono, e già si intravvede la linea divisoria tra chi lo estirperebbe perché crea dipendenza e chi lo considera uno strumento di lavoro alternativo. Ovviamente, come succede in questi casi, hanno ragione tutti. E le perplessità che restano al termine dell’articolo, sono le stesse residue che ci siamo procurati leggendone un altro, di segno contrario, qualche giorno fa.
La AT&T, la più grande telco americana, ha pubblicato un rapporto in cui si afferma che utilizzare i tipici strumenti di social-networking come parte del lavoro giornaliero porta beneficio. Gli uffici su cui è stata condotta questa indagine, sembrano aver riscontrato un incremento dell’efficienza proprio dal momento in cui i social network si sono diffusi anche negli ambienti di lavoro. Tuttavia pesa un po’, nel giudizio complessivo, che a dichiararlo siano dei dipendenti stessi, unici soggetti su cui sarebbe stata condotta l’indagine.
A parte quello di orientare la percezione comune ad alimentare il fuoco di attenzione che si è sviluppato in questi ultimi tempi su Facebook (e compagnia bella), non si capisce bene a cosa dovrebbero portare certe rivelazioni.
Insomma, chi lo ama e chi lo odia. Io direi: attendiamo i primi resoconti dell’indagine che ha lanciato l’ottimo Luca De Biase dal proprio blog assieme ad Antonio Larizza, e a cui, proprio attraverso il blog e Facebook, è possibile contribuire. Poi, magari, ne riparliamo.
Questo post è stato pubblicato il Novembre 18, 2008 alle 6:58 pm ed è archiviato in etnoweb con i tag advertising, aggregatore, arrakis, attivismo, audiovisivo, beppe grillo, berlusconi, blogosfera, buzz, codice internet, community, comunicazione interattiva, critica e dissenso culturale, current tv, cyberspace, daily motion, democrazia, digital trend, e-marketing, facebook, guerrilla marketing, identità, internauta, iptv, libertà, linkedin, marketing, meme, microblogging, myspace, new media, news on line, obama, podcast, roma, second life, social bookmark, social network, tbtv, tecnologia, travaglio, twitter, user generated content, v-day, video blog, viral, web 2.0, web semantico, yks, youtube. Puoi seguire i commenti a questo post con il feed RSS 2.0. Puoi lasciare una risposta, o mandare un trackback dal tuo sito.

Novembre 19, 2008 a 8:57 am
Mitico re@lù…
Novembre 19, 2008 a 10:01 am
aò.. quando i post so belli so belli!
^_^
Novembre 19, 2008 a 2:19 pm
Beh AIUTARLO non direi…. ma dopo msn già proibito in molti uffici (vedi il mio) ci strapperano il cuore dal petto oppure o ci inseriranno microcip sottocutanei per verificare la nostra produttività durante la giornata???
Siccome non possono toglierci la connessione a internet, perchè il piu dei mestieri compiuti NE SONO ASSOLUTAMENTE DIPENDENDI per il loro svolgimento, forse gli costerebbe di meno creare una CPU e una tastiera possedente solo i TASTI indispensabili per lo svolgimento del NOSTRO LAVORO! L’ 80% circa della durata della vita di un essere umano in media, viene trascorso e impiegato a lavoro. Per quanto IMPONENTE senza dubbio come fenomeno questo della “droga da social network” proverei a traslare di piu l’attenzione sul VALORE e “libertà” di vita umana. Dell’essere umano SCANDALOSAMENTE visto e concepito adesso SOLO come fattore di produttività e forza lavoro, dimenticando CLAMOROSAMENTE l’etimologia della stessa parola “UMANO!” piu volte tralasciata con il passare degli anni…. Questo FENOMENO definirei preoccupante!!!
HO FLESHATO TROPPO LU???? hehehehehhehe ; )
Novembre 19, 2008 a 3:29 pm
in realtà è la libertà di pensare che ti fotte.. fossi più “duttile” ti renderesti conto che il lavoro nobilita l’uomo, che la tua identità lavorativa contribuisce a mantenere stabile e sereno il tuo Io, che sei nuda e indifesa senza il tuo cappello a cilindro.. che non sei frutto dei tuoi tempi, che non sei alienata e per questo cinica.. che “tutto è giusto” e che le persone servono solo per “impiegare” tempo.
Il lavoro nobilita l’uomo, e le relazioni sono un postulato del processo-produttivo-vita.
Novembre 19, 2008 a 4:11 pm
I punti di vista sono diversi…. Penso che a tutto ci sia una proporzione e un limite! Ma soprattutto priorità differenti per ogni individuo.