Archive for the Web e Comunicazione Category

Come si fa a tornare bambini

Posted in Web e Comunicazione with tags , , , , , , , , on 17 gennaio 2012 by realuca

La tragedia di Costa Crociere ha tragicamente manifestato la necessità di tutti di commentare e speculare sull’accaduto: perché ci si sente in diritto di segnalare la propria presenza? oggi più che mai con i nuovi media si alimenta voyeurismo ed esibizionismo.. ma tutto questo è importante? quanto tempo si perde nei social media?

Eppure sentiamo ripetere di continuo che il sentimento di condivisione è economico ed etico, che è il principio secondo il quale sembrerebbe si stia costruendo il futuro dell’umanità; ma non è forse vero che questa forzata condivisione per strada si scontri con la legge del borgataro? non lottiamo quotidianamente per rubarci mille lire in tasca? È chiaro che i social media sono un ghiottissimo strumento di CRM per le aziende, che il web 2.0 ormai è sinonimo di imprescindibile canale da presidiare, ma è altrettanto vero che la rete equivale a sfruttamento, file sharing e crowdsourcing su tutti; tra l’altro è innegabile che la realtà condivisa soffre di un’evidente deriva oltranzista perché il web non crea opinione, piuttosto viene sfruttato dal mainstream per consolidarla, senza dimenticare che la percentuale più alta dell’utenza vive internet come semplice loisir e non come la tanto millantata sottocultura della democratizzazione del mondo.

Preferirei perdere il senso del tempo, non dar niente per scontato, essere incosciente e sorprendermi, ma i ricordi sedimentano e si trasformano in esperienza, e con essa ci si concentra sulle cose importanti: ma quali sono le cose importanti? Anch’io ho perso tempo, anch’io ho detto la mia, ma cos’è veramente importante? non è una questione di risultare brillanti o banali, è che andrebbe rispolverato un vecchio detto ed aspettare 30 secondi prima di aprire bocca: da bambini non si faceva a gara a chi piscia più lontano.

Video tutorial Buon umore

Posted in Web e Comunicazione with tags , , , , , , , , , on 5 ottobre 2011 by realuca

Standard & Poor’s, Berlusconi, LeggeBavaglio, Fiat, Indignados, Crisi, Evasione, Disoccupazione, Grecia, Manovra Finanziaria.. i temi della stretta attualità fanno paura e troppo spesso non vengono percepiti come imminenti.

Arriva un momento nel quale bisogna ridere e non pensare, e la rete è piena di contenuti virali fatti di sesso, cagnolini e di boiate deliranti.

Dove si balla a Roma: il video

Posted in Cinema e Fotografia, Web e Comunicazione with tags , , , , , , , , , , , , , , on 6 settembre 2011 by realuca

Pochi giorni fa su Twitter chiedevo quale fosse il miglior programma per scratchare tra Ableton Live, Serato Scratch, Traktor Pro e Virtual Dj e mi sono chiesto: “da quanto tempo hai abbandonato l’Heavy Metal per l’Elettronica?” e la risposta è stata semplice: “da quando i Social Network hanno preso piede!”.. nel senso che se è vero che il concetto di “monitorare, condividere, partecipare” ha manifestato la potenza della rete, è altrettanto vero che solo online si apprezza il fermento culturale che questo genere musicale ha portato nell’ultimo decennio >> ogni genere avviava personalissime incursioni nell’elettronico e si vedeva soprattutto su internet.

Mi piace pensare che questo fenomeno l’hanno innescato i francesi con la musica Lounge e quindi con l’Elettroclash: la French Touch ha funzionato da vero spartiacque per chi amava il Metal e stava per convertirsi all’Elettro; il trittico rivelatore passa per i nomi CassiusDaft PunkJustice.

Ecco quindi che la rete si rivela guida imprescindibile per scoprire nuova musica. Se la community inglese Last.fm rappresenta da anni una fonte inesauribile di suggerimenti, gli strumenti in tal senso sono molteplici: dall’aggregatore di podcast RA Resident Advisor, alla radio newyorkese Beats In Space, fino al sito di nicchia greco Last Gas Station per arrivare al magazine inglese Loud and Quiet.. ma è chiaro che l’elenco potrebbe continuare quasi all’infinito.

Il fatto interessante è che Roma negli ultimi 2 anni ha visto proliferare una quantità di organizzazioni e collettivi impegnati nella promozione di serate dedicate proprio a queste sonorità: L-ektrica, MafaldacrewFutureIsland, Surfdisco, Evilsound, Exe-cute sono solo alcuni dei tanti gruppi che nel segno del funky-elettrico hanno dato vita ad un movimento di rilievo che ha visto nascere decine di nuove location ed appuntamenti fissi.

Questi giorni c’è un virale che spopola su YouTube che sarebbe interessante replicare in chiave musicale-territoriale: un decoupage sulle serate degli ultimi anni Romani.

In attesa della nuova stagione.. un piccolo set che non mi dispiacerebbe missare

Suicidio su Internet in nome della realtà

Posted in Cinema e Fotografia, Web e Comunicazione with tags , , , , , , , , , , , , , , , on 13 novembre 2010 by realuca

Facebook, Google, e la cultura condivisa sono i totem di questo tempo, ma quando neanche esisteva il cellulare come si viveva? Cultumedia parla di “deformazione  nel concetto di socializzazione” per cui si diventa sempre più indisponenti nei confronti del prossimo, e sul Sussidiario si legge della tragica notizia di un 24enne dipendente bancario che si suicida in streaming per problemi sul posto di lavoro. Due facce di una stessa medaglia che si chiama dipendenza da Internet.

Grande è l’attesa per il prossimo film in uscita di Fincher “The Social Network” e nel frattempo in rete impazza un video che TROPPO bene descrive la vita di molti.

In generale siamo sovraesposti a stimoli, immagini ed emozioni, ma è bene ricordare che la vita è “lenta” e che le relazioni vanno coltivate lentamente perché si possano radicare, invece spesso si divorano nell’intento di vivere quelle emozioni: “tutto è intorno a te” NON E’ VERO.

È paradossale pensare come si vivano scene già viste in stile “la vita come un film”, paradossale perché realizzare film è un processo lento, pieno di momenti morti e di silenzi imbarazzanti che il più delle volte viene condiviso con persone lontane dal modello Wired e molto più vicine a quello Boris.

La vita è banale ma molti preferiscono sognare, e per sfuggire a questa paranoia io cerco di portare testimonianza della realtà fotografando i pollici delle persone che incontro, tu potresti mandare un poke ad alcuni dei tuoi amici su Facebook e cancellare chi ti risponde. È solo una provocazione per non dimenticare che la realtà mediata non è vera.

Guadagnare con i Video Virali

Posted in Web e Comunicazione with tags , , , , , , , , , , , , , , , on 28 ottobre 2010 by realuca

Una strategia di marketing virale può dar vita ad un video che più che altro sembrerebbe ricalcare i codici del linguaggio televisivo?

Stiamo parlando di un contest ZOOPPA da poco conclusosi nel quale PosteMobile ha chiesto aiuto alla community per la realizzazione di un video originale che aiutasse il potenziale consumatore a scoprire le proprie offerte: in poco più di un mese e mezzo gli utenti hanno dato vista a ben 60 video che hanno generato oltre 2200 commenti.
Per i migliori video erano stati messi in palio ben 9,500$ ed il primo classificato è stato Babilonia con “Speed date”.

IO ti do un MARCHIO → TU crei una PUBBLICITÁ → TU voti la MIGLIORE → IO ti PAGO

Che ZOOPPA sia la più importante realtà nel mercato dello user generated advertising, sfruttando le logiche del crowdsourcing – etimologicamente crowd (gente) + outsourcing (delegare all’esterno) – dando così valore alla creatività delle persone in collaborazione con i brand, non vi sono dubbi, ma la domanda è: quello di PosteMobile è un video virale?

Partendo dal presupposto che in un piano di marketing articolato i video virali non sono la base ma possono aiutare, è da sottolineare che come testo vivono di regole proprie. Il virale stressa emozioni ancestrali al fine d’innestare un’idea tramite un semplice meccanismo: portare alla coscienza una forte tensione quindi risolverla con una catarsi; in questa forma di scrittura vengono spesso decontestualizzati paradigmi, rappresentate circostanze “irreali”, così da incuriosire l’attenzione, da rendere fertile la mente.

Un finale virale cosa avrebbe dovuto prevedere: sesso, violenza, mistero, amore?

E tu perché detesti Facebook e YouTube?

Posted in Web e Comunicazione with tags , , , , , , , , , , , , , , , on 21 ottobre 2010 by realuca

E’ sempre più evidente l’insofferenza di chi vive la rete dalla sua nascita nei confronti di quel “dialogo urlato” tipico dei Social Network.

Un’interessante conversazione su Facebook parla di Fondamentalismo Digitale, di migrazione del popolo della rete altrove (lasciando le scimmie urlatrici a infastidirsi tra loro), di conversazioni come fossero da bar, di un mondo ormai autoreferenziale che sta implodendo, di una blogosfera estera più matura, del fallimento del marketing sui Social Media, dei Blogfest relegati a raduni di fondamentalisti che più che godere delle proprie opinioni espresse ad una più ampia platea, giocano a fare gli editori in erba sparando giudizi presuntuosi sul mondo, del mondo dei blog in Italia screditato, dell’ultima moda dei blogger che si fanno pagare per parlar bene di questo o male di quest’altro…

D’altronde riflettendo sul fatto che il problema vero di YouTube è lo storage, a causa della quantità di contenuti che vi circola, la domanda nasce spontanea: non è che ci saranno troppi video cretini in relazione ai contenuti veramente interessanti? E siccome questo post non vuol certo celebrare gratuite manifestazioni di delirante pubblico entusiasmo, la domanda è: “se detesti Facebook migri su FriendFeed, se sei un artista pubblichi i tuoi video su Vimeo e non suYouTube, e il radicalchic Twitter che più del 70% dei suoi aggiornamenti non viene letto da nessuno?”.

Accumulare non deve essere una massima di vita; bisogna saper cancellare.. ma questa, ovviamente, è una considerazione culturale.


 

Internet è informazione: WikiLeaks fa paura ai potenti

Posted in Attualità ed Attivismo, Web e Comunicazione with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , on 27 luglio 2010 by realuca

La puntata di Sky tg24 Pomeriggio di oggi era incentrata sulla vicenda che vede contrapposto il Governo USA a WikiLeaks sulla pubblicazione di 91.000 documenti sull’intelligence che ritraggono la questione Afghana in maniera più preoccupante dei documenti ufficiali, e sulla nuova legge islandese a tutela della libertà di informazione.. in contrapposizione al DDL intercettazioni [bavaglio] all’italiana.

In sintesi le conclusioni potrebbero essere che:

“l’accesso all’informazione di per sé non è l’obiettivo ultimo: molte fonti e molti dati sono rilevanti solo in funzione della facoltà d’interpretazione di chi ne prende visione, e proprio per questo il giornalismo autorevole fornisce una mediazione consapevole che permette al cittadino di non essere esposto solo a rumore.”

“se in Italia con la legge, poi nominata bavaglio, è stato proposto un comma che equipara un blog a testata giornalistica, esponendolo ad eventuale rettifica da parte di terzi, una legge Islandese introduce lo scudo ai blogger che permette la pubblicazione di qualsiasi materiale anche riguardante questioni militari e politiche (in studio ci si chiedeva se tela iniziativa possa dare margine di manovra ai mestieranti della calunnia)”.

Fermo restando che come fonte d’informazione Wikileaks rimarrà nella storia, e che il dato grezzo in sé necessita di mediazione, di un racconto che susciti emozioni nel lettore, non è da sottovalutare il fatto che i rapporti di forza tra stampa e politica hanno creato la realtà; “Il linguaggio politico è progettato per rendere veritiero il suono delle bugie e l’omicidio rispettabile.. è progettato per far sembrare solido il vento” George Orwell

C’è da inignarsi per il video – aprile 2010 – sempre di Wikileaks che mostra gli omicidi USA?


Non sono più i tempi del paranoico bispensiero orwelliano, un pensiero che esige l’adattamento della mente alla realtà così come definita dal partito; con il giornalismo partecipativo ogni cittadino ha la possibilità di partecipare alla creazione della tavolozza mondo: le persone andrebbero educate alla rete, educate a monitorare, condividere e partecipare, e non controllate nelle loro iniziative.

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