Archivio per apple

I Blogger odiano iPhone 4

Posted in Web e Comunicazione with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , on 8 giugno 2010 by realuca

Che cos’è un lovermark? La risposta è semplice: iPhone 4.

Il display più nitido del mondo, la batteria con autonomia aumentata del 16%, fotocamera da 5 megapixel, Ram da 512 Mb che permette l’ottimo funzionamento del multitasking, processore da 1 Ghz modello iPad, e chissà cos’altro.

La presentazione di Steve Jobs al WWDC è stato un evento.. ed il mondo impazzisce per il nuovo melafonino!

Però pochi giorni prima della presentazione si legge sul Sole24ORE alcune dichiarazioni del CEO Apple quantomeno particolari: “guai a trasformarsi in una nazione di bloggers“.

Jobbs afferma che i giornali sono il futuro, che è una questione di democrazia, e che senza contenuti “seri”, rigorosi e credibili, tipici del giornalismo tradizionale, si corre un rischio: «guai a discendere in una nazione di bloggers», frase che ha fatto il giro del mondo su Twitter.
Quindi offre un modello: «trovate il prezzo giusto, puntate alla quantità, servite il vostro consumatore, conoscetelo a fondo e scoprirete che è pronto a pagare in rete». Poi prende un impegno: dopo aver salvato il settore discografico e quello cinematografico cercherà di salvare anche i giornali: «Con l’Ipad stiamo gia’ cominciando a farlo».

Sicuramente è un caso, ma visualizzando i voti al video di presentazione del telefono spaziale è lampante il fatto che i voti positivi sono 2337 e quelli negativi 10991 >> IL QUADRUPLO DEI VOTI NEGATIVI SU QUELLI POSITIVI.

Probabilmente questa è un’epoca di transizione, un momento nel quale la crisi degli editori è direttamente proporzionale allo sviluppo del tanto lodato Citizen Journalism; allora un’affermazione come quella di Steve Jobbs può lasciar presuppore che in futuro si tornerà alla “stabilità delle armi di distrazione di massa” contrapposte all’evoluzione del mercato delle opinioni teorizzato dalla Coda Lunga di Chris Anderson?

(…)

Però allo stesso tempo credo di non essere l’unico a pensare che la storia della partecipazione on line sia solo una balla, a pensare che in realtà siamo solo collezionisti d’anime.. e allora il futuro diventa ancora un po’ più cupo di quanto non lo sia già.

L’iPad si macchia di sangue?

Posted in Web e Comunicazione with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 3 giugno 2010 by realuca

In un post di A Voi Comunicare si legge: un milione di esemplari venduti nei primi 28 giorni di vita nei negozi americani! L’iPhone ci mise oltre 70 giorni per raggiungere lo stesso risultato: this is iPad.
Ma tutto questo ha impatto sull’ambiente e sull’inquinamento? In effetti sarebbe verosimile pensare il contrario: se una cosa risparmia spostamenti fisici richiede meno utilizzo di veicoli, e quindi di combustibili.
Invece un rapporto di Greenpeace dal titolo Make IT Green: Cloud Computing and its Contribution to Climate Change avverte sulla possibilità che tutto ciò possa produrre un “grande salto nelle emissioni di gas serra”.

Oggetto della ricerca non è l’iPad in sé quanto il Cloud Computing, ovvero l’architettura di tecnologie che rende possibile la mobilità tramite la quale sistemi come l’iPad rappresentano una porta d’accesso a sterminati quantità di dati. Ciò richiederà grandi server per l’elaborazione dati, server che consumeranno nel 2020 circa 1.963 miliardi di kilowatt l’ora, “più dell’attuale consumo di Francia, Germania, Canada e Brasile messi insieme”.

Un approfondimento su Liquida sottolinea che difficilmente ce ne rendiamo conto, ma l’enorme mole di dati che vengono conservati nei Data Center, è una fonte di emissioni inquinanti in continua crescita. L’iniziativa di Greenpeace, tra gli altri, ha l’obiettivo di sensibilizzare Facebook che ha costruito un gigantesco data center a Prineville, nell’Oregon, optando per l’altamente inquinante carbone.

E allora se il 31 maggio era nata una marcia a sorpresa per lasciare Facebook a causa delle tanto discusse modalità di gestione della privacy degli utenti, questo rapporto di Greenpeace sembrerebbe bacchettare in toto il futuro del web: quindi se il Cloud Computing è il male bisogna distruggere il sistema dalla base?

Cloud computing

Iscriviti

Ricevi al tuo indirizzo email tutti i nuovi post del sito.