Archivio per democrazia

Internet è informazione: WikiLeaks fa paura ai potenti

Posted in Attualità ed Attivismo, Web e Comunicazione with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , on 27 luglio 2010 by realuca

La puntata di Sky tg24 Pomeriggio di oggi era incentrata sulla vicenda che vede contrapposto il Governo USA a WikiLeaks sulla pubblicazione di 91.000 documenti sull’intelligence che ritraggono la questione Afghana in maniera più preoccupante dei documenti ufficiali, e sulla nuova legge islandese a tutela della libertà di informazione.. in contrapposizione al DDL intercettazioni [bavaglio] all’italiana.

In sintesi le conclusioni potrebbero essere che:

“l’accesso all’informazione di per sé non è l’obiettivo ultimo: molte fonti e molti dati sono rilevanti solo in funzione della facoltà d’interpretazione di chi ne prende visione, e proprio per questo il giornalismo autorevole fornisce una mediazione consapevole che permette al cittadino di non essere esposto solo a rumore.”

“se in Italia con la legge, poi nominata bavaglio, è stato proposto un comma che equipara un blog a testata giornalistica, esponendolo ad eventuale rettifica da parte di terzi, una legge Islandese introduce lo scudo ai blogger che permette la pubblicazione di qualsiasi materiale anche riguardante questioni militari e politiche (in studio ci si chiedeva se tela iniziativa possa dare margine di manovra ai mestieranti della calunnia)”.

Fermo restando che come fonte d’informazione Wikileaks rimarrà nella storia, e che il dato grezzo in sé necessita di mediazione, di un racconto che susciti emozioni nel lettore, non è da sottovalutare il fatto che i rapporti di forza tra stampa e politica hanno creato la realtà; “Il linguaggio politico è progettato per rendere veritiero il suono delle bugie e l’omicidio rispettabile.. è progettato per far sembrare solido il vento” George Orwell

C’è da inignarsi per il video – aprile 2010 – sempre di Wikileaks che mostra gli omicidi USA?


Non sono più i tempi del paranoico bispensiero orwelliano, un pensiero che esige l’adattamento della mente alla realtà così come definita dal partito; con il giornalismo partecipativo ogni cittadino ha la possibilità di partecipare alla creazione della tavolozza mondo: le persone andrebbero educate alla rete, educate a monitorare, condividere e partecipare, e non controllate nelle loro iniziative.

Kennedy è morto! #noalbavaglio

Posted in Attualità ed Attivismo with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 9 luglio 2010 by realuca

Oggi parte della stampa italiana sciopera contro il ddl intercettazioni e molti s’indignano quando dall’estero, e parliamo del Guardian di oggi, l’Italia viene bersagliata da critiche che gridano allo scandalo: che democrazia è quella che  non assicura la libertà d’informazione!?

Chi fa satira incolpa  gli indifferenti, gli immobili, ma probabilmente in un sistema culturale assuefatto da gossip e mistificazione della realtà, con un pensiero culturale dallo standard molto basso, è paradossale auspicare ad una coscienza critica più alta; la colpa è del “cittadino” che non si sente parte di una comunità, che si limita a lamentarsi per sé stesso sparando a zero.
E’ più facile rimanere spettatori senza reagire.. altro che la tanto osannata rivoluzione di Monicelli in occasione di Raiperunanotte.

In un orizzonte più ampio l’ossessione per la teoria del complotto, e del “nuovo ordine mondiale”, non smette di affascinare: dopo Zeitgeist è ancora l’occhio di Ra a farsi simbolo di un’interpretazione del mondo non per forza visibile; facile presupporre siano solo speculazioni.. d’altronde se Kennedy fu assassinato per i noti discorsi sulle associazioni segrete e sulle massonerie (…)

Come detto sono solo speculazioni, come detto è più facile fare gli spettatori; la vita è proprio fatta di piccole cose, di momenti di felicità passeggeri. Il mondo è un gioco con proprie regole.. ma i giochi più gettonati non sono gli sparatutto?

C’è chi si chiede se la risposta, oggi, debba essere violenta e organizzata

Intorno all’anno mille il tiranno del castello viene a sapere che una vecchina va tutti i giorni in chiesa ad accendere un cero affinché lui si possa conservare in salute.
Sapendo di essere un bastardo, interessato solo a se stesso e affamatore del popolo è stupito dal comportamento della vecchina e la fa chiamare chiedendole spiegazioni.
Lei risponde: “Sono vecchia e ho conosciuto tuo nonno. Ti posso assicurare che era un bastardo interessato solo a se stesso. Poi è arrivato tuo padre che si è dimostrato molto peggio. Oggi ci sei tu che che li batti tutti e due come cattiveria. Posso solo sperare che tu non muoia…
Per questo accendo un cero tutti i giorni.

I Blogger odiano iPhone 4

Posted in Web e Comunicazione with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , on 8 giugno 2010 by realuca

Che cos’è un lovermark? La risposta è semplice: iPhone 4.

Il display più nitido del mondo, la batteria con autonomia aumentata del 16%, fotocamera da 5 megapixel, Ram da 512 Mb che permette l’ottimo funzionamento del multitasking, processore da 1 Ghz modello iPad, e chissà cos’altro.

La presentazione di Steve Jobs al WWDC è stato un evento.. ed il mondo impazzisce per il nuovo melafonino!

Però pochi giorni prima della presentazione si legge sul Sole24ORE alcune dichiarazioni del CEO Apple quantomeno particolari: “guai a trasformarsi in una nazione di bloggers“.

Jobbs afferma che i giornali sono il futuro, che è una questione di democrazia, e che senza contenuti “seri”, rigorosi e credibili, tipici del giornalismo tradizionale, si corre un rischio: «guai a discendere in una nazione di bloggers», frase che ha fatto il giro del mondo su Twitter.
Quindi offre un modello: «trovate il prezzo giusto, puntate alla quantità, servite il vostro consumatore, conoscetelo a fondo e scoprirete che è pronto a pagare in rete». Poi prende un impegno: dopo aver salvato il settore discografico e quello cinematografico cercherà di salvare anche i giornali: «Con l’Ipad stiamo gia’ cominciando a farlo».

Sicuramente è un caso, ma visualizzando i voti al video di presentazione del telefono spaziale è lampante il fatto che i voti positivi sono 2337 e quelli negativi 10991 >> IL QUADRUPLO DEI VOTI NEGATIVI SU QUELLI POSITIVI.

Probabilmente questa è un’epoca di transizione, un momento nel quale la crisi degli editori è direttamente proporzionale allo sviluppo del tanto lodato Citizen Journalism; allora un’affermazione come quella di Steve Jobbs può lasciar presuppore che in futuro si tornerà alla “stabilità delle armi di distrazione di massa” contrapposte all’evoluzione del mercato delle opinioni teorizzato dalla Coda Lunga di Chris Anderson?

(…)

Però allo stesso tempo credo di non essere l’unico a pensare che la storia della partecipazione on line sia solo una balla, a pensare che in realtà siamo solo collezionisti d’anime.. e allora il futuro diventa ancora un po’ più cupo di quanto non lo sia già.

Internet: la memoria che tramanda errore [Umberto Eco vs de Kerckhove]

Posted in Attualità ed Attivismo with tags , , , , , , , , , , , , , , on 24 maggio 2010 by realuca

Intervista ad Umberto Eco in occasione dell’inaugurazione della mostra Libri che restano – 50 anni di cultura e di immagini nelle Edizioni Il Polifilo (a cura di Andrea Kerbaker).

“Come in quella novella di Asimov in quella civiltà dominata dai computer in cui c’è una grande black out e trovano l’ultima persona al mondo che sa le tabelline a memoria e viene catturato dal Pentagono perché diventa un’arma segreta preziosissima”

IL FUTURO DELLA MEMORIA >>  Salone del Libro di Torino 2010

La carta si conserva per 500 anni, la memoria elettronica non sappiamo veramente quanto. In questo senso il web capace di ricordare tutto è idiota! la memoria è strettamente legata all’oblio e  ha un senso solo quando è selezione.
La memoria soffre di tre malattie: eccesso di ricordi, eccesso di filtraggio e la confusione delle fonti; queste malattie ci impediranno di tramandare qualcosa alle future generazioni.
In conclusione, Wikipedia viene aggironata dal basso e non da una comunità scientifica, quindi rischia di tramutarsi in un archivio che tramanda errore.

Tecnologie, noosfera, fase cognitiva dell’evoluzione >> Meet The Media Guru: Derrick de Kerckhove  2010

“La miglior vendetta contro le
psicotecnologie che vorrebbero averci come loro proprie estensioni è
quella di includerle all’interno della nostra psicologia individuale. Un
essere umano nuovo è in via di costruzione”

I suoi concetti di brainframes e di intelligenza connettiva sono al centro del dibattito contemporaneo su cultura, arte e imprese: “i cambiamenti tecnologici stanno rendendo reale quella noosfera teorizzata nel 1926 da Vladimir Vernadsky e Pierre Teilhard de Chardin e di cui parla anche Edgar Morin nel suo lavoro: una sorta di coscienza collettiva dell’uomo che scaturisce dall’interazione fra le menti umane organizzate in reti sociali complesse che consentono alla noosfera di acquisire sempre maggiore consapevolezza“.

Oggi siamo al centro di un enorme cambiamento cognitivo che è il risultato dell’elettrificazione del linguaggio: grazie all’elettricità il linguaggio oggi avvolge corpi che vivono immersi in esso come in una piscina. Le tecnologie del mobile, dei dispositivi sempre più “personali”,  anticipano la terza fase dell’era dell’elettricità.

La condannadi Eco dei nuovi modi di creare enciclopedia fa tornare alla mente le predizioni di McLuhan quando parlava del prossimo medium (…) L’intelligenza della rete è fenomenale e di un tipo del tutto inedito. Siamo nella terza fase, la terza grande onda portante del linguaggio umano >> PADRIanalogici FIGLIdigitali

La prima, orale, portava la memoria nei corpi, ed era completamente prigioniera del contesto; la seconda, scritta, portava il linguaggio su pietra e poi carta, archiviandolo e liberandolo delle servitudine al contesto (di là nasce, per esempio, la finzione).

La terza fase dell’elettricità porta la memoria in sospensione, come lo fa nostra mente. Questa nuova fase incomincia con il telegrafo, l’incontro mitico del linguaggio con l’elettricità, la moltiplicazione del massimo della complessità moltiplicato con il massimo della velocità. Non porta memoria, è memoria in atto. Dal telegrafo a Twitter, l’elettricità tratta il nostro linguaggio in modi sempre più sottili, sempre più cognitivi e sempre più intelligenti.

Eco non sembra occuparsi molto dei cambiamenti di forme d’intelligenze connesse e collettive che sono rappresentate nel Web in generale, e su Wikipedia in particolare.  Non vede! Non sente! il corrente.. pero ha certamente ragione preoccupandosi del futuro della memoria elettronica (speranza di vita di meno 150 anni). Pero non rende merito all’essenza del web che  è un sistema di processing, di trattamento, e non un sistema di memoria.
Pensandoci bene il web è del tutto contrario alla stupidità: è l’intelligenza globale che si sta organizzando.

Perché di fatto l’alternativa non può certo essere la comunità rurale isolata vero?!

“La miglior vendetta contro le
psicotecnologie che vorrebbero averci come loro proprie estensioni è
quella di includerle all’interno della nostra psicologia individuale. Un
essere umano nuovo è in via di costruzione”.
Derrick de
Kerckhove, Brainframes, 1991

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