Mai dire Myspace

Leggi il post originale da espresso

Nel loro piccolo sono famosissimi. Blogger, artisti, musicisti. Che curano la propria immagine o la loro arte direttamente on line. Finché qualcuno li scopre e ne promuove la carriera. Ma la fama, ai tempi del Web, è un’arma a doppio taglio

Si ubriacano alle feste e l’indomani folleggiano on line (Last Night’s Party.com). Escono per strada e qualche ora dopo ancheggiano sul Web (Street Peeper, The Sartorialist, Fashionista o Stylesight). Cuociono ceramiche nel forno e ancora calde le vendono a chi offre di più (Etsy). Un pubblico di una dozzina di persone non si perde la scena. Et voilà, la microcelebrità.

Quello che Andy Wharol aveva previsto alla fine degli anni Sessanta (“Tutto il mondo avrà diritto al suo quarto d’ora di celebrità”) e che Clive Thompson di ‘Wired’ ha più recentemente aggiornato (“La microcelebrità è quel fenomeno per cui sei molto conosciuto, ma non da milioni di persone, piuttosto da un migliaio di persone”), su Internet sta già accadendo: under 30, affamati di fama, in fuga dalla tv e stufi dei reality, cercano la loro grande occasione.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: