Il monitoraggio delle informazioni sul web

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Internet è un media che cresce in importanza e acquista una posizione leader nella capacità di influenzare l’opinione pubblica.
Per i personaggi pubblici (politici, imprenditori, star dello spettacolo) internet può costituire un volano per la crescita della propria notorietà o, al contrario, diventare un serio pericolo. Basta poco, infatti, per bruciare la reputazione di un personaggio e farlo in brevissimo tempo grazie alla rapida circolazione di informazioni che questo media riesce a garantire alle notizie.
Internet può dunque influenzare sempre più la notorietà di un “nome” e modificare i comportamenti dei consumatori e degli utilizzatori.
Del resto ad avvalorare questa tendenza sono sufficienti pochi dati:

  • oltre 18 milioni di navigatori italiani si collegano a siti di news e informazione on line (fonte: Nielsen/Net Ratings, Gennaio 2008);
  • l’84% dei giornalisti afferma o di aver già utilizzato i blogs come fonte dei propri articoli (Fonte: il “2007 Arketi Web Watch Survey”);
  • il 100% degli intervistati (fonte: il “2007 Arketi Web Watch Survey“, ) dichiara di utilizzare Internet quale strumento principe di informazione affidabile per il proprio lavoro;
  • il 60% degli utenti (fonte: il “2007 Arketi Web Watch Survey“) usa la Rete per più di 20 ore a settimana;
  • i blog superano per credibilità i CEO delle aziende, i governi, gli avvocati e i siti web aziendali (fonte: Trust Barometer 2007, Edelman).
  • 2 Risposte to “Il monitoraggio delle informazioni sul web”

    1. mragnedda Says:

      E’ indiscutibilmente vero che internet acquisti sempre maggiore importanza e forza nell’influenzare l’opinione pubblica, ma vi è un dato che non dovrebbe mai essere sottovalutato: prima di imparare a leggere e a scrivere abbiamo ricevuto milioni di messaggi monodirezionali e sostanzialmente identici inneggianti al consumismo. E’ vero con Internet ed in particolar modo con il web 2.0 tutti possiamo dire ciò che vogliamo: il problema è a monte ovvero capire cosa vogliamo e chi fa sì che noi vogliamo qualcosa.

    2. (…)
      ma in effetti c’è tutta quella dinamica culturale che instrada verso la “giusta” visione, ma a livello universale ben inteso, senza considerare fazioni piuttosto che schieramenti; morale… siamo solo pupazzi + o – consapevoli, e il sogno di ogni pupazzo è essere umano.
      Non credo che nessun pupazzo sarà mai “oggetivamente” cosciente

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