Behavioral targeting: non piace, ma funziona

Leggi il post originale da apogeonline

I consumatori non amano essere spiati online, ma odiano di più la pubblicità inutile

Truste, associazione non-profit per la privacy, ha divulgato i risultati di un’indagine statunitense sul behavioral targeting, cioè la tecnica di marketing online basata sull’analisi comportamentale degli utenti.

Si tratta di una pratica sempre più diffusa che, in relazione ai siti frequentati o ai contenuti multimediali condivisi, consente di profilare al meglio le campagne pubblicitarie online. Dall’indagine è emerso che più del 60% dell’utenza è a conoscenza delle operazioni di monitoraggio commerciale subite; il 57% ha aggiunto di non sentirsi a proprio agio con queste pratiche.

La questione di fondo però è che, se l’utenza è chiamata a esprimersi sulle normali campagne pubblicitarie, il 72% si dice insoddisfatto. Insomma, da una parte è fastidioso essere tracciati, dall’altra la pubblicità poco profilata è considerata un fastidio.

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