Il Web accusato di spingere al suicidio

Leggi il post originale da diregiovani

Tutto prende le mosse da uno studio delle università di Oxford, Bristol e Manchester, pubblicata sul British Medical Journal, secondo il quale chi ha desideri suicidi trova sul Web tutte le informazioni che vuole, attraverso forum, chat, social network. Attraverso, insomma, tutte le forme di comunicazione del Web 2.0 (si parla anche di video su youtube). La ricerca fatta dai ricercatori inglesi è stata condotta inserendo dodici parole chiave sui motori di ricerca correlate al tema del suicidio. I numeri dei risultati parlano di quasi 500 pagine sull’argomento online e 240 siti. Il 13% di questi, però, è stato messo online per la prevenzione e la dissuasione nei confronti degli aspiranti suicidi. C’è da considerare, poi, che la percentuale maggiore, secondo la ricerca, di persone che si rivolgono al Web per farla finita pare essere quella di giovani e giovanissimi.
Le conclusioni dell’indagine fatta hanno portato gli analisti a chiedere maggiore controllo da parte dei genitori e una tutela online anche da parte dei provider. Richieste assolutamente corrette ma risulta davvero incredibile il modo di trattare la notizia da parte dei media in generale, non solo quelli tradizionali. Sulle homepage di molti siti nazionali, giusto per fare una ricerca locale e non rivolta al mondo intero, quasi tutti hanno voluto titolare in modo tale che emerga che la Rete sia quasi la causa di un istinto suicida o che essa sia il vaitico per ottenere la soluzione finale da parte di chi è intenzionato a farlo. L’analisi, messa così, assume però un tono non corretto. Sono tanti gli argomenti delicati che vengono trattati in Rete con serietà e professionalità (come certifica quel 13% di siti d’aiuto e d’ascolto nel caso specifico) e demonizzare il Web, puntualmente, è diventato un fenomeno di costume.
La Rete italiana, in particolare, offre molto aiuto a chi è depresso e non riesce a trovare una strada per vedere la luce. Proprio perchè sono i meno adulti quelli indicati nella ricerca inglese come più facilmente condizionati da quanto trovano in Rete, da parte nostra possiamo subito citare, non per rimanere in casa ma perchè abbiamo dati certi che lo testimoniano, la sezione di Diregiovani dedicata alle domande dei ragazzi agli esperti. Nato come un esperimento, ormai si tratta di un progetto solido: una rete di contatti veri e diretti con adolescentologi, psicologi, ginecologi e altri specialisti che ricevono costantemente le mail dei navigatori per rispondere via portale ma anche e soprattutto privatamente ai ragazzi che cercano sostegno.

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