Internet = Libertà?

Leggi il post originale da comedonchisciotte

Come molti sanno, la rete Internet è nata da un progetto del Dipartimento per la Difesa americano, allo scopo di fornire servizi e informazioni utili ai fini militari. Gradualmente si è diffusa anche per altri usi.
All’inizio la novità della rete apparve assai rivoluzionaria e suscitò molti entusiasmi. Non si trattava soltanto di nuove possibilità d’informazione o di comunicazione. Negli anni Novanta, quando si formarono le prime comunità virtuali, sembrava che la rete potesse stravolgere completamente persino l’assetto socio-politico.
C’era l’idea che Internet dovesse cambiare le regole della politica, rendendo obsoleti concetti come elezioni e rappresentazione territoriale, in quanto le comunità non potevano più essere inserite all’interno di un’arbitraria ubicazione fisica. Attraverso le comunità virtuali sembrava fosse possibile eliminare la politica spettacolo e l’ingiustizia sociale. Per la prima volta nella storia del pianeta era possibile formare comunità di migliaia di persone che potevano dialogare fra loro senza avere informazioni sull’identità fisica o sul luogo in cui si trovassero. Ciò faceva intendere che si trattasse di rapporti contrassegnati da maggiore libertà, in quanto non condizionati dall’appartenenza etnica, razziale o nazionale. Si parlò addirittura di “ordine post-territoriale”, ad intendere che la maggiore libertà nei rapporti sociali potesse generare anche maggiore libertà politica. Era come se i governi territoriali potessero perdere potere e si potesse instaurare una vera democrazia. Dave Clark, un personaggio che ebbe un ruolo nello sviluppo di Internet negli anni Settanta e Ottanta, ebbe a dire: “Rifiutiamo re, presidenti e votazioni. Crediamo in un consenso generalizzato e in un codice operativo”.

Oggi l’87% dei siti Internet è in lingua inglese, e gli Stati Uniti hanno l’egemonia su Internet, potendo limitare l’accesso a tutti i siti della rete, in ogni paese.
Infatti, attualmente la rete mondiale è gestita dalla Icann (Internet Corporation for Assigned Names and Numbers), un organismo di diritto privato con sede a Los Angeles, controllato dal dipartimento del commercio degli Stati Uniti. L’Icann è un enorme sistema di smistamento della rete, basato su un dispositivo costituito da tredici potenti computer, detti “root servers”. Dieci di questi computer si trovano negli Stati Uniti (quattro in California e sei nei pressi di Washington), due in Europa (Stoccolma e Londra) e uno in Giappone (Tokyo). Le autorità statunitensi, se volessero, potrebbero rendere inaccessibili i messaggi elettronici, in qualsiasi luogo del pianeta. Oggi la rete Internet può essere utilizzata quasi esclusivamente nelle aree ricche del pianeta, ossia è appannaggio del 10% della popolazione mondiale. Il restante 90% ne è escluso, così come del resto è escluso dal benessere o dallo stile di vita delle aree ricche del Primo mondo.

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