Il buzz marketing

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Occorre intercettare gli utenti più influenti e gli early adopters di quella grande community che è oggi il web, coloro che possono amplificare e dare credibilità al messaggio. Non è certo di oggi la scoperta della loro influenza. Paul Lazarsfeld ne aveva individuato l’importanza attorno alla metà del Novecento teorizzando, in quel caso per le elezioni americane, il “Two steps flow of communication”, ossia il flusso di comunicazione a due stadi. In breve Lazarsfeld aveva notato che gli elettori ricevevano informazioni sia direttamente dai media e dai candidati, sia da mediatori (gli opinion leader) che riportavano, commentando e analizzando, notizie e dati appresi da altri. Il ruolo di questi mediatori, non semplici trasmettitori ma veri e propri filtri che rielaborano l’informazione, e la loro influenza, avevano una notevolissima ricaduta sul processo comunicativo. Buzz marketing è proprio questo: creare rumore, conversazioni che parlino di prodotti, aziende e marche. E’ un particolare ed innovativo modo di fare comunicazione che, nella sua connotazione online, vuole sfruttare il potenziale positivo del passaparola con e nella Rete (secondo Emanuel Rose, l’autore del best-seller “The anatomy of buzz. How to create Word of Mouth Marketing”, il buzz si contraddistingue dal viral, in quanto contestualizzato nell’ambiente della Rete). Se è infatti vero che il web può essere considerato una sorta di “conversazione in corso”, risulta allora quanto mai importante individuare i network nei quali il ronzio (la parola buzz è onomatopeica e richiama il rumore delle api) dei messaggi circa prodotti, servizi e iniziative possa risultare amplificato risultando quindi più incisivo. Il concetto a monte del buzz marketing è semplice: negli acquisti, la fiducia è tutto. Un consumatore sarà sempre più propenso a provare un prodotto o un servizio segnalato in modo positivo da un amico o da un conoscente. Allo stesso modo, ricevuto un giudizio negativo, la sua propensione all’acquisto scenderà drasticamente. Se si considera che le persone utilizzano Internet soprattutto come mezzo per informarsi. è facilmente intuire l’importanza delle relazioni che si instaurano nel web in termini di scambio di opinioni circa prodotti e servizi. Con blog, forum, social network, i mercati sono sempre più “conversazionali” per citare la prima e forse la più celebre tesi di quel manifesto della comunicazione che è “Cluetrain Manifesto”. Questo significa che le aziende devono essere pronte e disponibili a mettersi in ascolto e dialogare con i propri utenti/clienti, senza fare affidamento sulle sole pubbliche relazioni di tipo tradizionale e monodirezionale.

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