Pre-visioni della comunicazione

Leggi il post originale da socialnews

L’innovazione tecnologica si configura come mediamorfosi più che come rivoluzione. Non siamo affatto al tramonto dei vecchi mezzi di comunicazione. Siamo di fronte a un pluralistico allargamento dell’approccio ai media, che si avvia a livelli sostanzialmente europei di multimedialità, a un interesse inedito per i consumi culturali di qualità e ad un’espansione più faticosa di Internet

E’ un “passaggio al futuro” graduale, che tuttavia emerge più espressivamente se si osserva con continuità l’universo giovanile: per i giovani vale la metafora di un salto d’epoca: le tecnologie segnano i confini di una sorta di area extra-territoriale della casa, di difficile accesso cognitivo per i genitori. I di content providing dal basso, così come le molteplici forme di dis(inter)mediazione cui assistiamo, vanno letti nella direzione di un’alfabetizzazione non solo tecnologica, ma soprattutto sociale e culturale. In questo quadro si collocano i segnali di una normalizzazione di Internet (e più in generale dei nuovi media), concetto che consente di leggere le tecnologie come parte della vita quotidiana, abbandonando le enfatizzazioni nuoviste e i tecno-entusiasmi. La frequentazione della Rete si configura come una pratica diffusa presso i “giovani adulti”, più che tra i giovanissimi. Assistiamo al parallelo declino dei media tradizionali soprattutto tra i giovani: i ragazzi dedicano cioè più tempo ad occupazioni diverse dalla visione della Tv, in favore di un’articolata diversificazione del consumo. La fruizione giovanile di televisione cambia da un punto di vista qualitativo: diventa rumore di fondo, elemento di compagnia, surrogato alla noia. La fotografia dei giovani moderni raffigura, dunque, abitanti dei luoghi più ricchi del tessuto sociale, autori di creativi mix di impulsi in grado di soddisfare i propri desideri di apprendimento e di crescita, attraverso una pluralità di media vecchi e nuovi. Lo studio sistematico della cultura racconta una storia incoraggiante: il cambiamento sociale è determinato prevalentemente dai giovani in un contesto in cui gli adulti restano indietro non solo nell’attivismo comunicativo, ma anche nella lettura della natura e della velocità del cambiamento.

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