Il giornalista del futuro? Un aggregatore umano

Leggi il post originale da lsdi

Il mezzo d’ informazione di domani si presenta sempre di meno come una redazione e sempre di più come una piattaforma logistica che raccoglie e ridistribuisce l’ informazione – In questo quadro sparirà il giornalismo “di scrittura” e il giornalista dovrà essere sempre di più una sorta di “controllore di volo”, di “guardiano” dell’ informazione, quella figura cioè che, nella cacofonia del web, afferra al volo l’ informazione, l’ analizza, la valuta e la ridiffonde – Ma non sarà solo, perché fra gli “aggregatori editorializzati” ci potranno essere anche non professionisti – Spesso “non soltanto gli utenti ha già avuto sentore delle informazioni che danno i giornalisti, ma sono loro a scoprire il fruscio delle foglie prima di questi ultimi” – Un’ analisi di Narvic su Novovision.

1. Al vertice ci devono essere dei dirigenti di volo o dei “direttori d’ orchestra”, capaci di decidere immediatamente come decolla l’ informazione
2. Nel piano intermedio ci devono essere dei super professionisti del mezzo, di cui hanno la responsabilità
3. Alla base, i giornalisti dovranno essere capaci di produrre testo, immagini e suoni”.

« La difficoltà crescente dei motori di ricerca nel calcolare delle funzioni di pertinenza (ranking) soddisfacenti. Il buon vecchio tempo dell’ algoritmo PageRank è finito. Era relativamente adatto a una rete piuttosto stabile nel tempo e fortemente interconnessa. L’ espolosione dei blog e dei siti di informazione ha fortemente cambiato il quadro. La grandissima parte del web è ormai di natura volatile ed effimera e, salvo eccezioni, i post e gli articoli di attualità sono molto poco linkati »

“L’ attualità è nel brusio. E’ per questo che Twitter è insostituibile per i giornalisti. Non c’ è nessun migliore indirizzo per trovare le voci… scusate, l’ attualità.”

“C’ è una strada mediana ancora poco esplorata: una nuova teoria di media che mischierà l’ insieme delle pratiche citate prima. Potremmo chiamarla la categoria degli “aggregatori editorializzati”. Questi ultimi proporrebbero un insieme gerarchizzato di contenuti di origine mista (professionisti e amatori). La gerarchizzazione potrebbe essere realizzata sia dai lettori, sia da piccole equipe, da piccole comunità di redattori (giornalisti o non). Alcuni siti praticanbo già più o mano questo approccio. E’ il caso di Drudge Report, di Desourcesure, di Paperblog, di Betapolitique, di Wikinews, di France 24 Observers
Mi pare che gli “aggregatori editorializzati” dovrebbero essere particolarmente apprezzati dai lettori e dagli autori. Prima perché i contenuti debordano e lo fanno dappertutto, le fonti di informazione non cessano di moltiplicarsi (dato che le evoluzioni tecnologiche trasformano senza interruzione i nostri terminali in diffusori) e il bisogno di gerarchizzazione, di  filtraggio e di editorializzazione diventano più importanti della creazione dell’ informazione stessa. E infine perché i creatori di contenuti, spesso motivati dall’ audience e dalla notorietà, hanno un desiderio di indipendenza crescente; temendo di essere “recuperati” da dei siti di informazione partecipativa o di citizen-journalism preferiranno essere citati da un aggregatore piuttosto che “ospitati” su una piattaforma comune”

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