Conferenza Stampa Codice Internet

Leggi il post originale da codiceinternet

Su http://hightech.blogosfere.it/ Blogosfere ha seguito la conferenza stampa di presentazione di Codice Internet. Qui un estratto della conferenza.

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re@l Commento in risposta a Dazebao Magazine

Dazebao Magazine

Dopo aver visto questo filmato, credo sia legittimo avere maggiori informazioni su come si intende sviluppare il progetto di Codice Internet. La clip che avete mandato in rete somiglia più a una mera propaganda del Comune di Milano e della Camera di Commercio, piuttosto che a un progetto creato da persone in rete che credono nell’importanza di contribuire fattivamente a un’iniziativa come questa.
Devo scusarmi, ma mi sorge spontanea la domanda di chi si cela dietro a questa iniziativa di Codice Internet? Quali progetti e quali relazioni vengono intraprese e su quali basi? La rete, almeno in questo contesto, significa soprattutto creare un gruppo di discussione e approfondimento nel raggiungimento di un determinato obiettivo collettivo, attraverso un reale coinvolgimento verso scelte comuni e condivise. Almeno questo dovrebbe essere. Forse Marco Montemagno, cofondatore di codice internet potrebbe dare qualche risposta in proposito, non tanto per quanto riguarda le finalità, che sono abbastanza chiare, ma quale sia il tipo di organizzazione, se orizzontale o verticistica, e quali siano le priorità di marketing relazionale per affinare l’importante l’obiettivo. Insomma chi c’è dietro a questo progetto? Leggo che di tanto in tanto si aggiungono partner particolari, come la Camera di Commercio, il Comune di Milano, Cisco, Gruppo Fiat e così via. Ma che ruolo occupano esattamente questi sponsor all’interno di questo progetto, e perchè la scelta è ricaduta su questi? Tra l’altro sarebbe altrettanto interessante sapere quali sono le finalità che i partner individualmente si sono posti di perseguire attraverso codice internet? Al momento non mi è molto è chiaro questo passaggio. Forse qualcuno può darmi una spiegazione più esaustiva.

re@l

ha sicuramente ragione dazebao.. celato nel suo commento c’è uno scetticismo disarmante, ma come biasimarlo: se dal punto di vista tecnico la bassa penetrazione della banda larga è un problema non poco rilevante, di sicuro quello culturale è ancor più importante in italia; se in una conferenza stampa che mira a divulgare le potenzialità della rete, ma non nelle sue ludiche vesti.. in quanto loisir-sedativo sociale, bensì come vero e proprio organo del corpo adibito alla “interrelazione sinaptica dell’intelligenza collettiva” si sottolinea invece che “quelli di internet non sono strani”, c’è un gap semantico da colmare che meglio non pensarci!

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Daltronde su blogosfere Montemagno ribadendo la non “pericolosità” della rete propone una una serie di talk show telematici diffusi dall’8 settembre on line anche su Virgilio e dalla tv sul canale 863 di Sky, basati su uno schema di confronto culturale e di entertainment che La Repubblica di oggi definisce “un format nuovo di zecca nel quale a farla da padrona sarà l’interattività”.

“Il pubblico sarà parte attiva delle discussioni e, grazie al ‘live blogging’, anche chi seguirà l’evento connesso da casa potrà partecipare in tempo reale ai dibattiti inviando le proprie video domande”.

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il giorno dopo Dazebao Magazine

Intanto una premessa. Codice Internet è una S.r.l. a cui fanno capo, come si legge nel sito omonimo Marco Antonio Masieri, un imprenditore del web, così di definisce, e Marco Montemagno, anch’egli imprenditore, nonchè conosciuto ai più per la trasmissione Reporter Diffuso in onda su Sky.
Ma veniamo alla nascita di questo progetto che sulla carta mette in campo tutte le nobili prerogative per abbattere il digital divide, ma poi.
Innanzitutto bisogna partire da un altro progetto realizzato in ambito europeo nel 2006. Si chiama progetto i2010 ed è stato realizzato dalla Comunità Europea, la quale ha stanziato dei fondi da mettere a disposizione degli stati membri attraverso società e istituzioni che intendono promuoverlo. Ma la finalità è anche quella, secondo l’UE, di creare attraverso la rete nuovi posti di lavoro e di facilitare la convergenza digitale rispondendo alle sfide legate alla società dell’informazione.
Una scelta che si rifà addirittura ad un’altra iniziativa politica realizzata dal Consiglio europeo straordinario di Lisbona nel marzo del 2000: si chiamava eEurope e intendeva spingere l’Unione Europea  ai cambiamenti in atto nella società dell’informazione.

Le finalità europee dell’ i2010 sono tese a coinvolgere più soggetti, gli utenti interni della rete, ma soprattutto quelli esterni, cioè coloro che sono impossibilitati ad entrare in contatto con il mondo del web e non hanno ancora una certa affinità con lo strumento mediatico. Insomma diciamo l’abbattimento del digital divide europeo, attraverso accessi veloci ed economici alla rete.
Nel frattempo codice internet divulga notizie del tipo che internet va consegnato alle persone, che gli oltre 1300 partecipanti si sono auto-organizzati e già operano e partecipano sul territorio, e si sono addirittura divisi per gruppi per sondare le tante tematiche del web. Ma questo è tutto esclusivamente sulla carta. Anche le manifestazioni, gli eventi e le iniziative rientrano in questo progetto sostenuto dalla Comunità Europea. Punto informatico ha diffuso una notizia in proposito nella quale Codice Internet avrebbe un finanziamento di 5milioni di euro in questo progetto da spendere entro la fine del 2009. Ma non è tutto. I2010 in realtà si propone anche di porre i media e la società dell’informazione al servizio della crescita sul fronte occupazionale e coloro che ne hanno accettato le direttive dovranno per forza portare dei risultati concreti entro l’anno 2010. Per questo Codice Internet, da una parte organizza unilateralmente una serie di iniziative che sono finanziate, e a mio avviso tese a allacciare rapporti politici di convenienza,  dall’altra il portale diventa il biglietto da visita per mettere in luce virtualmente una massa di persone coinvolte nel progetto, di cui nessuno farà mai parte attivamente.

re@l imbarazzo

io perchè probabilmente sono molto naif, ma fosse veramente così… alzo le mani!

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