Una legge soffocherà blog e Web in Italia?

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A volte ritornano: una legge vorrebbe mettere un bavaglio a blog e siti Web. La blogosfera è di nuovo in pericolo. A un anno distanza dal Ddl Levi, una norma ammazza-blog, poi ritirata dal governo Prodi, a causa del montare delle proteste, è stata ripesacata da un Disegno di Legge del nuovo governo Berlusconi. Si tratta di una norma per obbligare blog e siti a registrarsi presso il Registro deli Operatori della Comunicazione (ROC). Lo ha denunciato il giurista Daniele Minotti sul suo blog.
Le conseguenze? Chiunque abbia Google AdSense o banner su Blog e siti Internet, realizzati con un team di lavoro, potrebbe essere accusato di reati a mezzo stampa. Basterà, insomma, un piccolo banner, a tappare la bocca al Web 2.0 italiano? Una petizione, lanciata su Facebook, rema contro

Blog ancora in pericolo: un nuovo Ddl li vuole imbavagliare
Facebook si mobilita contro un Ddl che vuole tappare la bocca ai blogger
Un anno fa, l’esonero dei blog dal Ddl Levi sull’editoria
Un balzello pende su blogger e editoria online?

Il disegno di legge allora prevedeva burocrazia, spese, responsabilità penali per blogger e Webmaster occasionali. Ci risiamo?
Quasi un anno dopo, la blogosfera torna in pericolo. Chiunque realizzi con un gruppo di lavoro e con continuità dei profitti, seppur marginali, in Rete (con Google Adsense, molti siti amatoriali potrebbero rientrare nella categoria),
potrebbe essere costretto a  registrarsi presso il Registro deli Operatori della Comunicazione (ROC).
Quando apparve il Ddl Levi, Beppe Grillo lo definì “Un testo per tappare la bocca a Internet”, in quanto obbligava la libera blogosfera a pagare dazio (un bollo) e a sottostare alla burocrazia.
Il nuovo Disegno di legge vuole richiedere l’iscrizione al Registro degli Operatori della Comunicazione (ROC, istituito nel 1997) a “tutti i soggetti che esercitano l’attività editoriale” attraverso qualunque mezzo.
La vaghezza del testo sembra pensato appositamente per far rientrare nella definizione, sia blog che siti Internet, realizzati con un gruppo di lavoro e con continuità dei profitti, seppur marginali.
La denuncia del nuovo incombente pericolo sulla blogosfera italiana arriva dal giurista Daniele Minotti sul suo blog.
Su Facebook chiedono di salvare i Blog “contro il disegno di legge anti blog alla Camera” e in tre giorni mettono a segno più di 1000 iscritti e lanciano anche una petizione.
Il blog di Antonio Di Pietro fomenta la “disobbedienza civile” se questa legge dovesse passare, promettendo assistenza legale ai disobbedienti.
Certo nel paese dove Google finisce sotto processo per un video uploadato su Google video, e dove Mediaset fa causa a Youtube, il Web 2.0 e la blogosfera italiane sembrano parlare un linguaggio, che la politica si rifiuta proprio di capire e di ascoltare.

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