Web Tv: il futuro del Mainstream ancorato nel magma Webcontentisi

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E’ l’ambito di innovazione televisiva con il maggior fermento, come sottolinea il secondo Rapporto dell’Osservatorio del Politecnico di Milano sulle New Tv: nel 2008 le web tv hanno fatto segnare importanti passi avanti nel numero di operatori e di canali offerti al pubblico e nella raccolta di pubblicità. Un mercato emergente in cui si evidenziano tutte le caratteristiche di un nuovo business coniugato sul web. Come spesso accade da ormai quindici anni, il turnover su internet è molto alto: a fronte di un aumento di player e canali del 40% su base annua, si segna infatti una mortalità del 20% dei flussi esistenti nel 2007. L’anno in corso si chiude con un censimento di oltre 1000 canali, trasmessi da 500 operatori differenti. Attenzione ai numeri, però. Accessibile per definizione, il 40% dei canali ospitati sul web sono prodotti di scarsa qualità che non raggiungono il livello minimo di dignità editoriale, intesa come ripetitività e ricchezza del palinsesto dell’offerta. Il 29% dei canali disponibili oggi su internet è un flusso continuo, in calo rispetto al 36% di un anno fa, e solo il 9% è stato progettato e realizzato apposta per il web; gli altri sono canali già disponibili su altre piattaforme e trasposti in rete. Il restante 71% è costituito da contenuti on demand, sia generati dagli utenti (7%), sia realizzati da un soggetto editoriale (64%). È in questa categoria che si segnala un fenomeno significativo: l’aumento della presenza di aziende e Pubbliche Amministrazioni. Più di ogni altra piattaforma, infatti, internet è il fronte scelto per integrare e potenziare la propria comunicazione, per interagire con gli utenti e intercettare nuovi target di pubblico. Dati in crescita anche per quel che riguarda la raccolta pubblicitaria dedicata.
Il 60% dei canali nativi include iniziative di advertising, in crescita sul 52% di un anno fa; balza dal 12% al 37% il dato sui canali on demand con contenuto editoriale. Sfruttando la capacità di internet di aggregare contenuti, gli editori hanno inoltre iniziato a prevedere piattaforme aperte ai contributi degli utenti, portando l’offerta di UGC sui propri portali dal 5% al 16% del mercato. Ad ogni modo, il web si dimostra il contesto ideale per le sperimentazioni, sia sul lato produttivo sia su quello editoriale. “Ci piace vedere il fermento imprenditoriale e la vivacità innovativa che stanno caratterizzando in questo momento l’offerta di video sul web come un vero e proprio laboratorio in cui sperimentare nuovi concept”, sostiene Giovanni Toletti, responsabile della Ricerca. Strumenti come hyperlink, tag, related item rendono il flusso dinamico e modificabile a seconda delle scelte dell’utente, stravolgendo, di fatto, il concetto stesso di palinsesto. L’espressione di questo fenomeno più vicina all’esperienza classica di fruizione della TV sono i Personal Video Recorder integrati in alcune piattaforme IPTV o satellitari: librerie virtuali dei propri programmi preferiti, da organizzare in veri e propri canali personalizzati.
Nuove idee di TV, dunque, che domani potranno arricchire anche l’offerta dei broadcaster tradizionali. Senza contare che lo sbarco delle Web TV sui televisori è dietro l’angolo, trainato dallo sviluppo delle IPTV. Le premesse sono tutte nel lancio – negli Stati Uniti – del primo Widget Channel, iniziativa di Intel e Yahoo! che rende raggiungibili con il telecomando informazioni e funzioni delle community normalmente reperibili sul web: si possono già guardare in TV video pescati direttamente in rete, navigando o chattando sullo schermo anche mentre si guarda un programma. Più che un segnale, si tratta dell’affermazione di un nuovo paradigma: i canali nati per essere fruiti su un monitor hanno ora la possibilità di esprimersi anche di fronte a una sofa-audience, quel pubblico da divano tipicamente associato alla televisione analogica e, solo recentemente, a digitale terrestre e satellite. Un pubblico per definizione distante da tutto quello che è web-based.

2 Risposte to “Web Tv: il futuro del Mainstream ancorato nel magma Webcontentisi”

  1. lol
    è quantomeno bizzarro questo link 😉

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