Filosofia al crollo e decollo degli avatar

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Un lungo arcano filosofico sull’identità e unità dell’io mai svelato. Fascio d’impressioni o frutto della memoria, superuomo o super partes, immagine divina o immagine terrena: questi sono i dilemmi. Essere e apparire, bianco e nero, bene e male: vero e proprio manicheismo storico. Alto e basso, maschi e femmina, biondo e bruno: in una parola “avatar”, ossia immagine scelta per rappresentarsi nel mondo virtuale del world wide web.
Al di là del bene e del male e dunque, al di là di ogni principio ontologico. Nel mondo come volontà e rappresentazione, è la realtà virtuale a offrire la possibilità di auto trasformare la propria identità e di configurare a piacimento il proprio io. Nel cyberspazio, l’avatar dimentica la filosofia tutta.
Veri e propri alter ego, gli avatar sono l’incarnazione fisica nell’era di Internet, regno di una moderna trasmigrazione delle anime. Amati e ricercati, personalizzati e particolari, gli avatar sono oramai diventati patrimonio dell’arte contemporanea. Usati come immagine personale nei forum, nelle messaggerie istantanee e nei giochi di ruolo, gli avatar permettono all’utente di praticare il proprio io, di essere “uno e molteplice”, “singolare e plurale” in un solo click, diventando personaggi di storie diverse e mostrando, così, la dialettica ricoueriana dell’identità come idem e ipse.  Soggetti, dunque, ad ogni tipo di  trasformazione e ad ogni genere di animazione, gli avatar sono le trasposizioni viventi dei gusti degli internauti, desiderosi di trasfigurare e di rendere fisica la propria personalità in forme e corpi immaginari, senza nessuna esclusione di gusti.

Un’esperienza nel mondo virtuale: il non-luogo della post-modernità dove milioni di persone si incontrano, costruiscono, commerciano e vivono assieme attraverso i propri avatar: alter ego digitali, strani cittadini di questi nuovi mondi.
Technoscapes (tecnorami-A.Appaduraj), movimenti di tecnologie che superando ogni confine, “forniscono risorse per l’immaginazione del sé come progetto sociale quotidiano”.

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