Internet: la memoria che tramanda errore [Umberto Eco vs de Kerckhove]

Intervista ad Umberto Eco in occasione dell’inaugurazione della mostra Libri che restano – 50 anni di cultura e di immagini nelle Edizioni Il Polifilo (a cura di Andrea Kerbaker).

“Come in quella novella di Asimov in quella civiltà dominata dai computer in cui c’è una grande black out e trovano l’ultima persona al mondo che sa le tabelline a memoria e viene catturato dal Pentagono perché diventa un’arma segreta preziosissima”

IL FUTURO DELLA MEMORIA >>  Salone del Libro di Torino 2010

La carta si conserva per 500 anni, la memoria elettronica non sappiamo veramente quanto. In questo senso il web capace di ricordare tutto è idiota! la memoria è strettamente legata all’oblio e  ha un senso solo quando è selezione.
La memoria soffre di tre malattie: eccesso di ricordi, eccesso di filtraggio e la confusione delle fonti; queste malattie ci impediranno di tramandare qualcosa alle future generazioni.
In conclusione, Wikipedia viene aggironata dal basso e non da una comunità scientifica, quindi rischia di tramutarsi in un archivio che tramanda errore.

Tecnologie, noosfera, fase cognitiva dell’evoluzione >> Meet The Media Guru: Derrick de Kerckhove  2010

“La miglior vendetta contro le
psicotecnologie che vorrebbero averci come loro proprie estensioni è
quella di includerle all’interno della nostra psicologia individuale. Un
essere umano nuovo è in via di costruzione”

I suoi concetti di brainframes e di intelligenza connettiva sono al centro del dibattito contemporaneo su cultura, arte e imprese: “i cambiamenti tecnologici stanno rendendo reale quella noosfera teorizzata nel 1926 da Vladimir Vernadsky e Pierre Teilhard de Chardin e di cui parla anche Edgar Morin nel suo lavoro: una sorta di coscienza collettiva dell’uomo che scaturisce dall’interazione fra le menti umane organizzate in reti sociali complesse che consentono alla noosfera di acquisire sempre maggiore consapevolezza“.

Oggi siamo al centro di un enorme cambiamento cognitivo che è il risultato dell’elettrificazione del linguaggio: grazie all’elettricità il linguaggio oggi avvolge corpi che vivono immersi in esso come in una piscina. Le tecnologie del mobile, dei dispositivi sempre più “personali”,  anticipano la terza fase dell’era dell’elettricità.

La condannadi Eco dei nuovi modi di creare enciclopedia fa tornare alla mente le predizioni di McLuhan quando parlava del prossimo medium (…) L’intelligenza della rete è fenomenale e di un tipo del tutto inedito. Siamo nella terza fase, la terza grande onda portante del linguaggio umano >> PADRIanalogici FIGLIdigitali

La prima, orale, portava la memoria nei corpi, ed era completamente prigioniera del contesto; la seconda, scritta, portava il linguaggio su pietra e poi carta, archiviandolo e liberandolo delle servitudine al contesto (di là nasce, per esempio, la finzione).

La terza fase dell’elettricità porta la memoria in sospensione, come lo fa nostra mente. Questa nuova fase incomincia con il telegrafo, l’incontro mitico del linguaggio con l’elettricità, la moltiplicazione del massimo della complessità moltiplicato con il massimo della velocità. Non porta memoria, è memoria in atto. Dal telegrafo a Twitter, l’elettricità tratta il nostro linguaggio in modi sempre più sottili, sempre più cognitivi e sempre più intelligenti.

Eco non sembra occuparsi molto dei cambiamenti di forme d’intelligenze connesse e collettive che sono rappresentate nel Web in generale, e su Wikipedia in particolare.  Non vede! Non sente! il corrente.. pero ha certamente ragione preoccupandosi del futuro della memoria elettronica (speranza di vita di meno 150 anni). Pero non rende merito all’essenza del web che  è un sistema di processing, di trattamento, e non un sistema di memoria.
Pensandoci bene il web è del tutto contrario alla stupidità: è l’intelligenza globale che si sta organizzando.

Perché di fatto l’alternativa non può certo essere la comunità rurale isolata vero?!

“La miglior vendetta contro le
psicotecnologie che vorrebbero averci come loro proprie estensioni è
quella di includerle all’interno della nostra psicologia individuale. Un
essere umano nuovo è in via di costruzione”.
Derrick de
Kerckhove, Brainframes, 1991

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