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Suicidio su Internet in nome della realtà

Posted in Cinema e Fotografia, Web e Comunicazione with tags , , , , , , , , , , , , , , , on 13 novembre 2010 by realuca

Facebook, Google, e la cultura condivisa sono i totem di questo tempo, ma quando neanche esisteva il cellulare come si viveva? Cultumedia parla di “deformazione  nel concetto di socializzazione” per cui si diventa sempre più indisponenti nei confronti del prossimo, e sul Sussidiario si legge della tragica notizia di un 24enne dipendente bancario che si suicida in streaming per problemi sul posto di lavoro. Due facce di una stessa medaglia che si chiama dipendenza da Internet.

Grande è l’attesa per il prossimo film in uscita di Fincher “The Social Network” e nel frattempo in rete impazza un video che TROPPO bene descrive la vita di molti.

In generale siamo sovraesposti a stimoli, immagini ed emozioni, ma è bene ricordare che la vita è “lenta” e che le relazioni vanno coltivate lentamente perché si possano radicare, invece spesso si divorano nell’intento di vivere quelle emozioni: “tutto è intorno a te” NON E’ VERO.

È paradossale pensare come si vivano scene già viste in stile “la vita come un film”, paradossale perché realizzare film è un processo lento, pieno di momenti morti e di silenzi imbarazzanti che il più delle volte viene condiviso con persone lontane dal modello Wired e molto più vicine a quello Boris.

La vita è banale ma molti preferiscono sognare, e per sfuggire a questa paranoia io cerco di portare testimonianza della realtà fotografando i pollici delle persone che incontro, tu potresti mandare un poke ad alcuni dei tuoi amici su Facebook e cancellare chi ti risponde. È solo una provocazione per non dimenticare che la realtà mediata non è vera.

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I Blogger odiano iPhone 4

Posted in Web e Comunicazione with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , on 8 giugno 2010 by realuca

Che cos’è un lovermark? La risposta è semplice: iPhone 4.

Il display più nitido del mondo, la batteria con autonomia aumentata del 16%, fotocamera da 5 megapixel, Ram da 512 Mb che permette l’ottimo funzionamento del multitasking, processore da 1 Ghz modello iPad, e chissà cos’altro.

La presentazione di Steve Jobs al WWDC è stato un evento.. ed il mondo impazzisce per il nuovo melafonino!

Però pochi giorni prima della presentazione si legge sul Sole24ORE alcune dichiarazioni del CEO Apple quantomeno particolari: “guai a trasformarsi in una nazione di bloggers“.

Jobbs afferma che i giornali sono il futuro, che è una questione di democrazia, e che senza contenuti “seri”, rigorosi e credibili, tipici del giornalismo tradizionale, si corre un rischio: «guai a discendere in una nazione di bloggers», frase che ha fatto il giro del mondo su Twitter.
Quindi offre un modello: «trovate il prezzo giusto, puntate alla quantità, servite il vostro consumatore, conoscetelo a fondo e scoprirete che è pronto a pagare in rete». Poi prende un impegno: dopo aver salvato il settore discografico e quello cinematografico cercherà di salvare anche i giornali: «Con l’Ipad stiamo gia’ cominciando a farlo».

Sicuramente è un caso, ma visualizzando i voti al video di presentazione del telefono spaziale è lampante il fatto che i voti positivi sono 2337 e quelli negativi 10991 >> IL QUADRUPLO DEI VOTI NEGATIVI SU QUELLI POSITIVI.

Probabilmente questa è un’epoca di transizione, un momento nel quale la crisi degli editori è direttamente proporzionale allo sviluppo del tanto lodato Citizen Journalism; allora un’affermazione come quella di Steve Jobbs può lasciar presuppore che in futuro si tornerà alla “stabilità delle armi di distrazione di massa” contrapposte all’evoluzione del mercato delle opinioni teorizzato dalla Coda Lunga di Chris Anderson?

(…)

Però allo stesso tempo credo di non essere l’unico a pensare che la storia della partecipazione on line sia solo una balla, a pensare che in realtà siamo solo collezionisti d’anime.. e allora il futuro diventa ancora un po’ più cupo di quanto non lo sia già.

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