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Come si fa a tornare bambini

Posted in Web e Comunicazione with tags , , , , , , , , on 17 gennaio 2012 by realuca

La tragedia di Costa Crociere ha tragicamente manifestato la necessità di tutti di commentare e speculare sull’accaduto: perché ci si sente in diritto di segnalare la propria presenza? oggi più che mai con i nuovi media si alimenta voyeurismo ed esibizionismo.. ma tutto questo è importante? quanto tempo si perde nei social media?

Eppure sentiamo ripetere di continuo che il sentimento di condivisione è economico ed etico, che è il principio secondo il quale sembrerebbe si stia costruendo il futuro dell’umanità; ma non è forse vero che questa forzata condivisione per strada si scontri con la legge del borgataro? non lottiamo quotidianamente per rubarci mille lire in tasca? È chiaro che i social media sono un ghiottissimo strumento di CRM per le aziende, che il web 2.0 ormai è sinonimo di imprescindibile canale da presidiare, ma è altrettanto vero che la rete equivale a sfruttamento, file sharing e crowdsourcing su tutti; tra l’altro è innegabile che la realtà condivisa soffre di un’evidente deriva oltranzista perché il web non crea opinione, piuttosto viene sfruttato dal mainstream per consolidarla, senza dimenticare che la percentuale più alta dell’utenza vive internet come semplice loisir e non come la tanto millantata sottocultura della democratizzazione del mondo.

Preferirei perdere il senso del tempo, non dar niente per scontato, essere incosciente e sorprendermi, ma i ricordi sedimentano e si trasformano in esperienza, e con essa ci si concentra sulle cose importanti: ma quali sono le cose importanti? Anch’io ho perso tempo, anch’io ho detto la mia, ma cos’è veramente importante? non è una questione di risultare brillanti o banali, è che andrebbe rispolverato un vecchio detto ed aspettare 30 secondi prima di aprire bocca: da bambini non si faceva a gara a chi piscia più lontano.

E tu perché detesti Facebook e YouTube?

Posted in Web e Comunicazione with tags , , , , , , , , , , , , , , , on 21 ottobre 2010 by realuca

E’ sempre più evidente l’insofferenza di chi vive la rete dalla sua nascita nei confronti di quel “dialogo urlato” tipico dei Social Network.

Un’interessante conversazione su Facebook parla di Fondamentalismo Digitale, di migrazione del popolo della rete altrove (lasciando le scimmie urlatrici a infastidirsi tra loro), di conversazioni come fossero da bar, di un mondo ormai autoreferenziale che sta implodendo, di una blogosfera estera più matura, del fallimento del marketing sui Social Media, dei Blogfest relegati a raduni di fondamentalisti che più che godere delle proprie opinioni espresse ad una più ampia platea, giocano a fare gli editori in erba sparando giudizi presuntuosi sul mondo, del mondo dei blog in Italia screditato, dell’ultima moda dei blogger che si fanno pagare per parlar bene di questo o male di quest’altro…

D’altronde riflettendo sul fatto che il problema vero di YouTube è lo storage, a causa della quantità di contenuti che vi circola, la domanda nasce spontanea: non è che ci saranno troppi video cretini in relazione ai contenuti veramente interessanti? E siccome questo post non vuol certo celebrare gratuite manifestazioni di delirante pubblico entusiasmo, la domanda è: “se detesti Facebook migri su FriendFeed, se sei un artista pubblichi i tuoi video su Vimeo e non suYouTube, e il radicalchic Twitter che più del 70% dei suoi aggiornamenti non viene letto da nessuno?”.

Accumulare non deve essere una massima di vita; bisogna saper cancellare.. ma questa, ovviamente, è una considerazione culturale.


 

I Blogger odiano iPhone 4

Posted in Web e Comunicazione with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , on 8 giugno 2010 by realuca

Che cos’è un lovermark? La risposta è semplice: iPhone 4.

Il display più nitido del mondo, la batteria con autonomia aumentata del 16%, fotocamera da 5 megapixel, Ram da 512 Mb che permette l’ottimo funzionamento del multitasking, processore da 1 Ghz modello iPad, e chissà cos’altro.

La presentazione di Steve Jobs al WWDC è stato un evento.. ed il mondo impazzisce per il nuovo melafonino!

Però pochi giorni prima della presentazione si legge sul Sole24ORE alcune dichiarazioni del CEO Apple quantomeno particolari: “guai a trasformarsi in una nazione di bloggers“.

Jobbs afferma che i giornali sono il futuro, che è una questione di democrazia, e che senza contenuti “seri”, rigorosi e credibili, tipici del giornalismo tradizionale, si corre un rischio: «guai a discendere in una nazione di bloggers», frase che ha fatto il giro del mondo su Twitter.
Quindi offre un modello: «trovate il prezzo giusto, puntate alla quantità, servite il vostro consumatore, conoscetelo a fondo e scoprirete che è pronto a pagare in rete». Poi prende un impegno: dopo aver salvato il settore discografico e quello cinematografico cercherà di salvare anche i giornali: «Con l’Ipad stiamo gia’ cominciando a farlo».

Sicuramente è un caso, ma visualizzando i voti al video di presentazione del telefono spaziale è lampante il fatto che i voti positivi sono 2337 e quelli negativi 10991 >> IL QUADRUPLO DEI VOTI NEGATIVI SU QUELLI POSITIVI.

Probabilmente questa è un’epoca di transizione, un momento nel quale la crisi degli editori è direttamente proporzionale allo sviluppo del tanto lodato Citizen Journalism; allora un’affermazione come quella di Steve Jobbs può lasciar presuppore che in futuro si tornerà alla “stabilità delle armi di distrazione di massa” contrapposte all’evoluzione del mercato delle opinioni teorizzato dalla Coda Lunga di Chris Anderson?

(…)

Però allo stesso tempo credo di non essere l’unico a pensare che la storia della partecipazione on line sia solo una balla, a pensare che in realtà siamo solo collezionisti d’anime.. e allora il futuro diventa ancora un po’ più cupo di quanto non lo sia già.

E’ stato sto cazzo!

Posted in Attualità ed Attivismo with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 4 giugno 2010 by realuca

CHI HA UCCISO L’ITALIA

Della settimana più allucinante della telepolitica Italiana non possiamo salvare niente.. e come potremmo!?

“Siamo tutti sulla stessa barca, dice Berlusconi mentre il suo governo taglia 24 miliardi e suo figlio inaugura una barchetta da 37 metri e 18 milioni” queste le parole di Travaglio ad Annozero per elencare le misure d’emergenza della manovra straordinaria qui riassunte in un articolo del Corriere della Sera.
Eh si.. Annozero! perché lo spettacolo messo in scena da Tremonti il bullo e Bersani lo sprovveduto è stato qualcosa di raccapricciante!!

Poi il ministro degli esteri Frattini che vota contro la proposta di una commissione internazionale per l’attacco a Freedom Flotilla giustificando la scelta dicendo che “Israele è uno stato sovrano“.

E ancora l’associazione One International guidata da Bono degli U2, che chiede l’estromissione del Cavaliere dal club dei grandi: “Solo lui ha tagliato gli aiuti ai paesi poveri”, e pubblica un’animazione nella quale il premier viene preso per i piedi e gettato via! PERCHE’ DEGLI INSULTI TELEFONICI IN DIRETTA A BALLARO’ NON DOBBIAMO DIRE PIU’ NULLA

In mezzo a tutto questo delirio le iniziative spontanee della rete sono l’unica nota positiva, e la legge bavaglio l’obiettivo prinicipe!  su twitter intorno all’hashtag #noalbavaglio nasce un movimento che conta ad oggi 1681 sostenitori.. perché se loro mentono non tutti sono disposti a restare con un bavaglio in bocca . Ecco il link per aderire.

E a chi sembra poco bisogna ricordare che quest’anno, a parte raiperunanotte, cosa abbiamo fatto? il V Day dello Zoo di 105?! il Flash Mob a Londra del Popolo Viola?!
Insomma tra politica interna e politica estera sembra che Greenpeace pensi al popolo italiano per l’ideazione delle proprie iniziative:

Ma in finale se ci pensiamo bene.. ma chi l’ha uccisa l’Italia? STO CAZZO?!

Ho speso 6 dollari per cambiare vita

Posted in Web e Comunicazione with tags , , , , , , , , , , , , , , on 2 giugno 2010 by realuca

Sul Post si legge la fantastica storia di Alec Brownstein che voleva a tutti i costi lavorare in una grande agenzia pubblicitaria. Navigando su Google Alec si accorge che nelle pagine dei risultati delle ricerche sui pubblicitari non compare alcun annuncio a pagamento contestuale, quindi decide di acquistare come chiave di ricerca per gli annunci su Google i nominativi dei pubblicitari cui mirava per un lavoro.

Le 3 leggi del copy sono: 1) Scrivi per te stesso 2) Scrivi per il successo 3) Scrivi per l’agenzia dove lavori // infatti Alec dice “Tutti cercano loro stessi su Google, anche se non lo ammettono. Volevo entrare in quel momento segreto ed egoistico in cui i creativi che ammiro sono maggiormente vulnerabili”.

Con appena 15 centesimi di dollaro per chiave di ricerca, Alec ha ottenuto la prima posizione nelle pagine dei risultati di Google frutto delle ricerche sul nome dei creativi cui era interessato. L’annuncio pubblicitario che veniva visualizzato era: «Hey, [nome del creativo]: Googlarsi è molto divertente. Anche assumermi sarebbe divertente».

Dopo qualche mese Alec ha iniziato a ricevere le prime telefonate dai creativi che aveva selezionato e alla fine ha ricevuto due offerte di lavoro da parte di altrettante agenzie pubblicitarie.

Promuoversi online, quindi, diventa un vero e proprio esercizio di stile, una frontiera creativa da esplorare e varcare per chi ha la velleità di.. diventare famoso! Poi se le strategie non sono geniali come quella di Alec poco male, d’altronde il video probabilmente rimane la risorsa più immediata, e quindi preziosa, per chi vuole mettersi in mostra (perché sempre di voyeurismo-esibizionismo si sta parlando).
In questo senso Lisa Nova fa del suo profilo YouTube il cuore pulsante dal quale promuovere le sue attività, ma lei è una tra tanti. Il video  TWITTER WHORE, comunque, rimane un bell’esempio di come servirsi lateralmente delle piattaforme di social networking per auto promuoversi.

Ora quello che mi chiedo è: a parte i millantati Guru della rete Italiana, abbiamo anche noi qualche genio virale che riesce a far parlare di sé?

Concludo segnalando questo video della RSA Animate – The Secret Powers of Time, nel quale il professor Philip Zimbardo introduce il discorso su come le nostre prospettive individuali di tempo riguardano il nostro lavoro, salute e benessere.. solo per dirci che possiamo fare diversamente e meglio.

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