Secondo il Lodo Alfano in Italia siamo tutti uguali?

Posted in etnoweb, re@l trip con i tag , , , , , , , , , , on Ottobre 7, 2009 by re@l

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La Consulta: lodo Alfano illegittimo
Berlusconi: “Vado avanti, sono di sinistra”

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Il lodo Alfano è illegittimo, perché viola ben due norme della nostra Carta costituzionale: l’articolo 3, che stabilisce l’uguaglianza di tutti i cittadini (anche di fronte alla legge); e l’articolo 138, che impone l’obbligo, in casi del genere, di far ricorso a una legge costituzionale e non ordinaria. Lo hanno deciso, a maggioranza, i giudici della Consulta, riuniti in seduta plenaria dalla mattinata di ieri, a proposito del provvedimento che sospende i processi per le prime quattro cariche dello Stato.

Il lodo Alfano è stata una legge dello Stato Stato “>Stato “>italiano, successivamente dichiarata incostituzionale, formalmente nota con il nome “Disposizioni in materia di sospensione del processo penale nei confronti delle alte cariche dello Stato” (legge 124/2008). Il disegno di legge è stato presentato dal ministro della giustizia Angelino Alfano e approvato dal Consiglio dei Ministri del Governo Berlusconi IV in data 26 giugno 2008 «con l’obiettivo di tutelare l’esigenza assoluta della continuità e regolarità dell’esercizio delle più alte funzioni pubbliche», prima di essere approvato dalle Camere in virtù della votazione conforme del Senato tenutasi in seconda lettura il 22 luglio 2008 con 171 sì, 128 no e 6 astenuti. Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, all’atto della promulgazione, ha affidato ad una nota le motivazioni che l’hanno spinto a firmare immediatamente tale legge, nonostante le accese polemiche da essa suscitate e una precedente sentenza della Corte Corte “>Corte “>Costituzionale che aveva abrogato l’articolo del cosiddetto lodo lodo “>lodo “>Schifani rivolto a regolare la stessa materia con una forma molto simile a quella poi riproposta da Alfano. Il 7 ottobre 2009, a seguito del dubbio di costituzionalità sollevato dai magistrati in diversi processi che vedevano imputato Silvio Berlusconi, la Corte Costituzionale ha giudicato illegittimo il lodo Alfano provocandone la decadenza.

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La società umana è prossima all’estinzione -> un post sul “mktg identitario” e due mesi di Milano

Posted in mktg COM, re@l trip con i tag , , , , , , , , , , , on Agosto 4, 2009 by re@l

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“L’uomo è destinato all’estinzione: se ha inventato indumenti comodissimi e per ¾ della sua vita si tortura in vestiti scomodissimi per perpetrare lo status quo.. è destinato all’estinzione!”

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Il mistificato lato oscuro della modernizzazione della società è proprio la postumanità: se una volta si parlava di protesi tecnologiche per una vita più vivibile, oggi l’inclusione forzata in processi semantici complessi, oltre la reale e contingente necessità, “libera” l’individuo nella solitudine. Questo stupro nel quale è la pelle dell’identità che ha la peggio, la pelle di carne si priva proprio della carne per la pelle meccanica fatta di rapporti basati sulla condivisione di esperienze dove tutti gareggiano con se stessi per colmare il gap col “contesto”, quello spazio dove ognuno è supporto, è protesi di sé stesso e per questo portatore di senso.

Ma tenere il passo è la regola! la condivisione comunitaria lascia spazio all’unica comunità: quella globale. Il cittadino ha come imperativa funzione la comprensione del proprio ruolo, e in ciò non tramite il contatto e la relazione, bensì tramite le aberranti sovrastrutture che vanno deglutite in fretta per stare al passo. Per avere anche solo vagamente un’idea olistica della realtà si sente in ritardo: nella complessità è avventato avere un’unica solida idea, nonché naif essere sprovvisti di un’idea guida; un ossimoro che superato il trauma dell’incomprensibilità del tutto, motiva nell’unico auspicio possibile → l’integrazione.

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“Il business del contrabbando dei codici a barre è la piaga del XXII secolo; è più di cent’anni che il governo mondo alloca questi ID necessari per l’accesso alla sanità, di fatto monopolio istituzionale; il dramma di questi tempi è l’inquinamento, ad oggi una piaga così incontenibile da deteriorare irreversibilmente il corpo che necessita d’impianti di protesi tecnologiche. Il movimento anticyborg sono anni che reagisce violentemente a questa rete di IP umani con azioni sovversive tramite un finanziamento subdolo e antiumano: gli anticyborg liberano l’uomo sequestrando “persone libere” per venderne i codici a barre, nonché la carne. Il corpo umano è diventato un prodotto per politicanti e terroristi, e le prospettive di salvezza del genere umano tutto è minata come mai fino ad oggi.

Vi sto solo chiedendo di reagire!” Messaggio ricevuto il 21/12/2012 a Parigi.

E fossimo già ora un prodotto? Fossimo veramente terreno di scontro tra oscuri interlocutori che gareggiano per accaparrarsi il maggior numero d’individui per raggiunger e il proprio scopo? Siamo bombardati quotidianamente da informazioni che affermano proprio questo, ma da altrettante che allo stesso le smentiscono in nome della libertà del singolo e della sua smisurata possibilità di accesso alle fonti. Ti crei la tua opinione, ti senti libero di pensare, di speculare anche le fantasticherie più lugubri, ma in fondo sai sempre cosa fare, e fai sempre la cosa giusta: sei solo sedotto dell’egemonia, tra dinamiche culturali-identitarie autoperpetranti che ti inducono ad accettare il sistema mondo per come si presenta. Il paradosso è che la continua razionalizzazione che fai del realtà percepibile è spesso solo una proiezione di ciò che il tuo istinto neanche lontanamente scaturirebbe.. ma spesso ti contraddici, forse ti sorprendi, il più delle volte semplicemente stenti a definire la tua posizione nel mondo spaziando tra lo schizoide e il nichilista. L’accesso alle sterminate fonti d’informazione satura la percezione, e la necessità di comprensione spinge verso l’isolamento in un meccanismo di (auto)controllo che rende semplicissimo recintare l’essere umano grazie alla costanza d’irrorazione dell’informazione stessa.

Il vero edonismo è l’assordante silenzio della noia del non coinvolgimento.. non un’annichilente serena realtà, bensì momenti di delirante felicità deraglianti dalla “realtà-mappa” fornitaci. Abbandoniamo la carta! non pensare ma sentire(!) il proprio pensiero.

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Facendo un passo indietro, negli anni ‘50 i consumatori erano tanti e famelici di prodotti; le pubblicità persuasive e la seduzione delle marche nell’era delle identità fragili e complesse hanno irrimediabilmente perso di efficacia nei confronti del consumatore ormai adulto, quindi non manipolabile (?).. o forse si potrebbe dire che una persona felice non consuma, e che più che mai, invece, l’identità sembrerebbe integra nell’aderenza a valori.. di brand.

Nel futuro dei videogiochi, dell’animazione 3d e dell’integrazione nella rete, le immagini saranno più vere della realtà! e la fascinazione della mente per la narratività renderà la sospensione dell’incredulità il nuovo totalitarismo: “crederemmo a tutto ciò che ci dicono a patto che sia verosimile e purché ci emozioni” senza la necessità di sperimentare.. il vero Dio è la storia-mediata. La necessità di ognuno di ridurre e generalizzare il visibile del reale è necessaria per vivere una dimensione più gestibile, e il consumatore partecipe-protagonista, grazie alle teconologie-narrative, viene traghettato dai brand. “Se non navighi sei un naufrago.. e nessuno vuole rimanere solo”. La killer application, quindi, è la rete! Buchi la città e lanci il nuovo sguardo umano.. la fibra ottica; l’integrazione uomo-macchina si riduce all’interazione tra ip utente, il suo sguardo, e i coockie traccianti nei siti: l’uomo inconsapevolmente indottrinato è una cash cow da orientare e mungere. Ecco perché il contenuto, la superficie, è tutto: bisogna dar valore alle parole perché le parole in libertà non hanno senso se esso stesso non è condivisibile. Disegnare con le parole è l’alternativa allo sguardo della fibra, ma in effetti nessuno è pittore: la realtà non è la visualizzazione onirica del senso, bensì il claim! efficace ed efficiente nella costruzione dell’identità → il cliente ha sempre ragione, o meglio.. è sempre raggirabile.

La creatività è autoreferenziale, non parla a nessuno in particolare: la massificazione delle idee è una prostituzione necessaria al consenso, e in questo senso la follia lucida, l’osservare i dettagli senza dare una forma al generale, è reato! I pensieri che s’inseguono sono falsi finché non vengono inseriti in una frase di senso compiuto, comprensibile a chiunque, in una narrazione: la nostra verità percepita equivale alla negazione dell’animo in costruzione: le scelte che facciamo, in prospettiva precludono altre scelte restringendo la libertà nella gabbia dell’esperienza.. quindi nessuna “ricerca e sviluppo”: il contenuto dev’essere seriale e ripetitivo.. dev’essere prevedibile perché il pubblico consuma solo ciò che è precotto.. “la novità dev’essere compresa” il nuovo non esiste.

“Il cuore del prodotto.. è quello del bambino!! Bisogna far respirare il prodotto, far metabolizzare il messaggio, far penetrare il chiodo. I bambini.. sono preziosi. I consumatori ce li coltiviamo da piccoli, e per crearli li butti in focus group. Vedi il bambino e pensi a come segmentarlo, a come posizionartici.. a come penetrarlo!! Alla fine lanci il prodotto e il bambino.. impazzisce!!

La bambola interattiva.. fa tutto!”

“67 DOMANDE PER INTERVISTARE UN BLOGGER” io ho provato a rispondere ma dopo alcuni minuti la videocamera è andata in standby battery

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Leggi il post originale da francescogavello

blogger-o-wordpress

Questa idea nasce da un post molto interessante:

100+ Interviste a blogger e SEO italiani

  • Cosa cambieresti del tuo ultimo anno di blogging?
  • Se il tuo blog venisse spazzato via, ricominceresti a bloggare da zero domani?
  • Se domani tutti i social network dovessero chiudere, il blogging…
  • Se dovessi scegliere un solo modo di promuovere il tuo blog, quale sarebbe? E perché?
  • La tua web-routine mattiniera inizia da…
  • Cosa non deve mancare sulla tua scrivania?
  • La carta stampata: nemico giurato o meta ambita di ogni buon blogger?
  • Commenti moderati, liberi o una mista via di mezzo?
  • WordPress è veramente il CMS ideale?
  • Mai stato ad un BarCamp?
  • I BarCamp riescono ad essere “per tutti” o rappresentano ancora qualcosa di elitario?
  • La Blogosfera è davvero autoreferenziale?
  • Consiglia tre blogger che nessuno dovrebbe perdersi
  • Consiglia tre blogger sconosciuti che nessuno dovrebbe perdersi
  • Se il tuo blog chiudesse domani, per cosa verresti ricordato?
  • Un grosso errore che hai fatto bloggando
  • Ti ricordi il tuo post che ha generato più reazioni?
  • E quello più ridicolo?
  • Citi sempre le fonti delle immagini che usi?
  • Indicaci una buona fonte di immagini da utilizzare nei nostri post
  • Troppi post al giorno possono essere controproducenti?
  • Feedreader su web o applicazione desktop?
  • Hai mai sperimentato con podcast e videopost?
  • Se sì, com’è andata?
  • Nominaci un tool che forse non conosciamo
  • Twitter. Una colossale perdita di tempo o nuovo orizzonte comunicativo?
  • Il microblogging ha sepolto, ripulito o risvegliato il blogging?
  • Che ne pensi degli aggregatori di contenuti?
  • Il peggiore evento che ti è mai capitato di gestire sul tuo blog
  • Per un blogger, Firefox o Chrome?
  • Quanto durerà ancora l’hype per Facebook?
  • Una parola per descrivere la blogosfera italiana
  • In Italia, se dico blog dico…
  • Fai uso della pubblicazione programmata?
  • L’orario di pubblicazione incide sulla resa dei tuoi post?
  • Quante mail, inerenti al tuo blog, ricevi al giorno?
  • Rispondi a tutte?
  • L’ultimo investimento economico che hai fatto per il tuo blog
  • Investire sul proprio blog a livello economico dovrebbe essere una scelta o una necessità?
  • Curi tu stesso il layout del tuo blog?
  • Meglio un layout gratuito, ma non esclusivo, o su misura e a pagamento?
  • Più “cazzate” uguale “più visite”?
  • Una nicchia ancora da occupare nella blogosfera italiana è…
  • Ti hanno mai clonato il blog?
  • Hanno mai aggregato uno o più articoli senza il tuo esplicito consenso?
  • Se sì, come ti sei comportato?
  • La posizione geografica incide sul modo di bloggare e sulle relazioni tra blogger?
  • Un evento italiano legato al blogging che nessuno dovrebbe perdersi
  • FriendFeed ucciderà i commenti classici?
  • Le donazioni ad un blog funzionano ancora?
  • Hanno mai funzionato realmente?
  • Hai mai scritto articoli a pagamento?
  • Hai mai preso parte a qualche iniziativa di “buzz marketing”?
  • L’ultimo post che hai scritto sul tuo blog prima di questa intervista
  • Il primo post che scriverai sul tuo blog dopo questa intervista
  • Lo scambio di link come “atto dovuto” ha ancora senso all’alba del 2009?
  • Quanti link contiene il tuo blogroll?
  • Li leggi davvero tutti?
  • Hai mai rimosso un altro blogger da un qualche social network?
  • Lui se n’è accorto?
  • Ha ancora senso auto-promuovere le proprie notizie sui circuiti di citizen journalism?
  • Se DIGG si aprisse al panorama italiano…
  • Una widget che non deve mancare nella tua sidebar
  • Una widget che hai rimosso dalla tua sidebar
  • Google Friend Connect Vs Facebook Connect: chi la vince?
  • Blog su un servizio gratuito o su hosting dedicato?
  • Ha senso iniziare sul primo per poi muoversi sul secondo?

.:: Acquisire Clienti ::.

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Come comunicare utilizzando i TEMI EMOZIONALI del tuo pubblico per vendere di più.

Dal sito personale al mash-up dell’identit

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La nostra identità online è composta di frammenti sparsi tra gli account di posta elettronica, social network e le più disparate applicazioni Web 2.0. Vediamo come realizzare un “punto di aggregazione” centralizzato